Ciao! Questa è ARE WE HUMAN or are we prompters? la newsletter che ti aiuta a capire il vero impatto dell'AI e delle nuove tecnologie digitali sulla società, riassumendo cosa è successo nell'ultimo mese.
Per chi non mi conosce, ciao! Sono Martino Wong, o @oradecima. Sui miei profili social mi occupo di raccontare l’impatto dell’AI e delle tecnologie digitali sull’attualità. Mi trovate anche sul mio blog, oradecima.com.
In questa newsletter non ci limiteremo a stilare una lista di notizie, ma cercheremo di tracciare una linea per collegare i puntini della realtà del mondo della tecnologia e dell'AI. Alla fine di ogni newsletter troverete il mio recappino vocale, in cui tiriamo un po’ le somme.
Il tema che ci accompagna per questa seconda lettera sono i crolli. But first...
Il mondo tech è pieno di speranze fantascientifiche per il futuro, ma è anche pieno di idee così bislacche che non sai se siano vere o se ti prendano in giro.
Allora vi propongo questo: vi do due notizie diverse e voi provate a indovinare qual è reale e quale mi sono inventato. Ci state?
Samsung annuncia l’integrazione SmartThings tra il Galaxy Ring e il Frigorifero Family Hub, che quando rileva dello stress ti manda una notifica con dei suggerimenti di comfort food da ordinare su Instacart;
Doordash, una app di consegne (a là Just Eat o Deliveroo) ora pagherà i rider per filmarsi, in modo da ottenere dati per addestrare i robot.
Trovate la soluzione nel recappino vocale in fondo alla newsletter!
Anthropic, il Pentagono, e un crollo pubblico-privato.
In questi giorni abbiamo assistito a una serie di rotture brusche in diverse aziende tech che apparentemente non c’entrano nulla l’una con l’altra.
La prima e più rumorosa è stata la vicenda tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa USA. Ne ho parlato in questo video su Instagram, ma facciamo un breve riassunto: Anthropic, l’azienda AI che sviluppa Claude, aveva un contratto da $200 milioni con il Pentagono, ed era l’unica azienda AI i cui prodotti potevano essere usati per materiale riservato.
A gennaio, come ben sappiamo, gli USA hanno rimosso Nicolas Maduro dal potere in Venezuela. Per quell’operazione sarebbe stato utilizzato anche Claude attraverso la piattaforma di Palantir, l’azienda di Peter Thiel, che ha una partnership con Anthropic. Semafor riporta che proprio da qui sia partito un certo malcontento da parte di Anthropic, che non approvava questo tipo di utilizzo del suo tool di intelligenza artificiale. A fronte di questi attriti, il Pentagono ha iniziato a spingere per la rimozione delle limitazioni di Anthropic per l’utilizzo di Claude in ambito militare.
Le pressioni sono in particolare su due punti, sui quali Anthropic pone dei limiti:
la possibilità di usare sistemi AI per armi autonome, in cui anche il comando finale – quello in cui, diciamo, si preme il grilletto – possa essere gestito autonomamente da sistemi AI;
la possibilità di usare sistemi AI per la sorveglianza di cittadini statunitensi, utilizzando anche dati commerciali.
Anthropic risponde pubblicamente dicendo che sulla prima questione i sistemi AI non sono ancora pronti e fanno troppi errori. Che non esclude che in futuro possano essere usati o addirittura essere indispensabili, ma non oggi.
Sul secondo punto invece dichiara che usare questi sistemi per una sorveglianza di massa di cittadini statunitensi sia incompatibile con i valori democratici.
Nei giorni successivi, Anthropic e il Pentagono hanno cercato di negoziare un compromesso, ma alla fine non si arriva a un risultato soddisfacente. Anzi, Anthropic viene etichettata come “supply chain risk”: è la prima volta che accade a un’azienda statunitense. Questa classificazione implica che qualunque azienda che lavori con il governo USA non potrà usare i prodotti di Anthropic, creando ovviamente enormi problemi per la società, che infatti sta facendo ricorso in tribunale.
Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha detto che l’azienda è stata messa da parte perché non ha fatto “elogi da dittatura” a Trump.
Nel frattempo è subentrata OpenAI, che ha raggiunto un accordo con il Pentagono al posto di Anthropic, perdendone enormemente in reputazione.
Nelle settimane successive c’è stato un boom di iscrizioni annullate per ChatGPT e una crescita vertiginosa di iscrizioni a Claude.
Nel video che ho linkato sopra dicevo che forse è un po’ improprio pensare che quelli di Anthropic siano “i buoni” della storia, ma quello che è successo evidenzia comunque una fragilità enorme: al governo USA le aziende tech servono, e non poco.
Il Pentagono ha passato mesi a provare a salvare la situazione, e anche poco dopo la rottura pare che Claude sia stato usato nei raid in Iran, come riporta il WSJ. In questi decenni il progresso tecnologico è stato grandemente delegato al settore privato, e questo è il risultato.
Ora, se siamo d’accordo che le armi autonome e la sorveglianza domestica di massa siano problematiche, dobbiamo notare che ciò che ha posto un freno non è stato un processo democratico, collettivo, ma un privato che “per fortuna” la pensava in un certo modo. Ma che succede se un privato la pensa diversamente?
Lo stesso Amodei per esempio si è detto estremamente favorevole ai blocchi al commercio delle GPU più potenti alla Cina, perché ritiene che debba essere l’occidente a rimanere avanti nella corsa all’AI. Siamo d’accordo? Non siamo d’accordo? In ogni caso, non so bene se la nostra voce a riguardo sia ascoltata da qualcuno.
Meta e il crollo del proprio stesso nome
Vi ricordate che un tempo Meta si chiamava Facebook? 5 anni fa, nel 2021, Facebook faceva questo rebranding. Nell’annuncio possiamo leggere che “il focus di Meta sarà quello di dare vita al metaverso [...]”.
Eravamo ancora nel mezzo della pandemia, e forse a qualcuno poteva sembrare che l’intreccio tra virtuale e reale della nostra vita in lockdown sarebbe davvero proseguito nel metaverso.
Cosa precisamente sia il metaverso non penso sia stato mai chiaro a nessuno, ma forse non importa più, perché questo sogno non si è realizzato.
Va detto che ha combattuto per vivere: ha portato alla produzione di diversi visori di Meta, nonché il Vision Pro di Apple. Il primo modo che mi viene in mente per mostrare che l’idea del metaverso abbia prodotto qualcosa è, ironicamente, nei dispositivi tangibili prodotti dalle aziende tech.
Negli ultimi mesi e anni però Meta ha progressivamente meno spazio e fondi all’ambito VR, fino a decidere di staccare la spina a Horizon Worlds, il suo “metaverso” (che ora definiamo come “mondo virtuale visitabile con un visore VR”).
Meta aveva deciso di rimuoverlo dallo store del Meta Quest il 31 marzo, per poi chiudere a giugno, lasciando solo la versione mobile.
Incredibilmente però, come riporta Wired, dopo le richieste degli degli utenti ha fatto un dietrofront, dicendo che lo lascerà attivo indefinitamente, ovvero almeno per un po’ (ciò che è incredibile non è che Meta abbia cambiato idea, ma che ci fossero abbastanza utenti interessati alla questione).
In ogni caso la direzione è chiara: già mesi fa abbiamo visto meno investimenti in VR e il licenziamento del 10% della divisione Reality Labs, che si occupavano di questo.
Personalmente non credevo alle promesse del metaverso da tempo. Eppure ero stato un utente dell’Oculus Rift, il primo visore di questa nuova ondata di VR uscito ormai 10 anni fa. Io non sono mai riuscito a non far prendere polvere ai visori che ho avuto, per qualcuno però, il metaverso era un luogo di connessioni vere.
Boone Ashworth ha raccontato per Wired il Soapstone Comedy Club, un comedy club virtuale in Horizon Worlds in cui si fa stand up in VR. Nel racconto si vede una potenzialità inespressa: Miss Del Rey, una donna svedese che gestisce gli show, dice “questa è forse l’unica cosa che Meta abbia fatto che è stata positiva per la salute mentale delle persone, ecco perché sono così devastate [della sua chiusura]”.
Su The Verge Victoria Song racconta invece degli utenti di Supernatural, un gioco VR di fitness che non riceverà più aggiornamenti, visto che il suo team in Meta è stato smantellato. Gli utenti marginalizzati, dice, possono usare Supernatural senza essere giudicati. Non devono preoccuparsi di non avere gli addominali scolpiti, di essere anziani, in sedia a ruote o di avere movimenti limitati. Gli utenti sono effettivamente in lutto. Ciò che brucia è che Supernatural non nasce direttamente da Meta, ma era stata un’acquisizione che ora sta finendo nel nulla.
La conclusione che non mi sarei mai immaginato di scrivere è simile a quella di Katie Notopoulos per Business Insider:
“È proprio per questo che dovresti sentirti dispiaciuto che il metaverso non abbia funzionato. Era in realtà un’idea bellissima — una visione di internet basata sulla connessione umana e su attività ricreative sane come andare in un comedy club o giocare a un videogioco.”
Ma l’idea del metaverso aveva tantissimi problemi e promesse irrealizzabili, per non parlare della bolla degli NFT, insomma c’è senz’altro un motivo per cui è andato in declino. C’era però anche un’idea positiva dietro, un’idea che era il proseguimento di ciò che molti di noi hanno già sperimentato: che le connessioni che creiamo tramite internet o i social non sono finte. Certo che vedersi, sorridersi e abbracciarsi dal vivo è un’esperienza non replicabile, ma è falso di contro pensare che connettersi virtualmente non possa valere nulla. Tra le persone che ora per me sono più care, ce ne sono diverse che ho conosciuto virtualmente.
Chissà, magari il VR risorgerà ancora come ha già fatto in passato, e la prossima volta sarà quella buona.
OpenAI e il crollo delle fiabe
L’ultima nostra storia di crollo è quella di OpenAI, che sta vivendo la sua fase di Cenerentola-allo-scoccare-della-mezzanotte: tutto le crolla addosso e deve sbrigarsi per mantenere la sua dignità. Forse non è tra le metafore migliori che io abbia scritto, ma in ogni caso OpenAI sta vivendo un momento difficile, in cui ha deciso, all’improvviso, di dismettere Sora, il suo modello AI per la generazione video.
Sora aveva un’app con un “social” fatto solo da video generati con AI, in cui l’utente poteva anche caricare la sua immagine per generare video con le sue sembianze.
I video di Sora hanno generato molto scalpore per i problemi di copyright, per il rischio di generazione di fake news, per il valore discutibile di molti contenuti e chi più ne ha più ne metta. Nonostante ciò c’era qualcuno che aveva apprezzato il software abbastanza da investirci: Disney, che aveva messo a disposizione di OpenAI un miliardo di dollari, concedendole l’esclusiva per l’integrazione dei suoi personaggi in Sora, addirittura promettendo di mostrare i migliori video generati su Disney+.
In un’altra newsletter sul mio blog avevo approfondito le possibili motivazioni e fatto alcune riflessioni proprio sulla questione del copyright, ma tanto con questo dietrofront l’accordo è saltato.
Il punto è che generare video con l’AI è costoso e consuma molte risorse (anche dal punto di vista ambientale, coff coff, ma sarebbe un altro discorso), ed evidentemente per OpenAI non rende abbastanza.
Non solo, OpenAI si è accorta di stare rimanendo indietro rispetto ad Anthropic, e ora sta rapidamente ristrutturando il suo focus. Stava cercando di fare un po’ di tutto e di essere l’unico riferimento per l’AI per le persone, solo che non avendo la scala di Google si è un po’ impantanata.
Che la maggior parte dei video generati con AI siano slop di valore pari a zero non c’è dubbio. Ma la chiusura di Sora non vuol certo dire che i modelli video stiano sparendo: Google ha le dimensioni per potersi permettere di mantenere il suo Veo, e i modelli cinesi come Kling e Seedance ottengono risultati impressionanti, sia in senso positivo che negativo.
Insomma, io in questo evento ci vedo molto più la storia di OpenAI come azienda, che il destino dei video AI. Staremo a vedere cosa uscirà dalla crisalide in cui OpenAI sembra trovarsi.
Ok, stavolta siamo andati lunghi con la storia principale, quindi andremo rapidi sui contorni:
Nessuno crede che Netanyahu sia vivo e non fatto con l'AI
Ha iniziato a circolare l’idea che Netanyahu sia morto, per via di un video in cui sembra che abbia sei dita (ma che secondo molti è invece solo un normale pezzo di pelle della mano). Per dimostrare di essere vivo, il presidente israeliano ha pubblicato dei video che hanno suscitato ancora più dubbi. Personalmente credo che i video siano invece proprio veri, e ne ho parlato in due video, qui e qui. Ma perché si sospetta così tanto? Nella sua newsletter COMPLOTTI!, Leonardo Bianchi ci dà uno spunto in più.
Ops, il tuo video fatto con gli occhiali è andato in Kenya
Un’inchiesta sullo Svenska Dagbladet ha mostrato che i video registrati con gli occhiali Meta Ray-Ban possono finire per essere controllati da lavoratori in Kenya che fanno gli “etichettatori” e vengono pagati per addestrare le AI, e tra le altre cose ricevono anche video decisamente privati delle persone che usano gli occhiali Meta e le loro funzioni AI.
Finalmente una cosa buona fatta con l'AI
Paul Conyngham ha adottato Rosie, un cane a cui poi è stato diagnosticato un cancro e a cui erano stati dati al massimo sei mesi di vita. Lui però non si è arreso e ha usato ChatGPT per trovare una soluzione, e poi anche AlphaFold di Google per capire le mutazioni che aveva subito il cancro del suo cane. Grazie a un vaccino e alla determinazione del suo proprietario Paul Conyngham, ora Rosie è ancora tra noi. L’ho raccontato in questo video.
Ecco, per chi vorrebbe bandire totalmente l’AI, queste storie sono un ostacolo, e ci costringono a ragionare sulla complessità, e a guardare questo mondo sì in modo critico, ma anche con curiosità.
E guarda caso è proprio ciò che proviamo a fare qui! Prima del recappino vocale, se ti va dicci nei commenti cosa ti piace di questa newsletter o cosa vorresti diverso. E se ti è piaciuta, ti va di mandarla a qualcuno?
In ogni caso ci vediamo il mese prossimo, quindi ciao, e grazie per la lettura!











Sì, con Anthropic ci è andata bene, ma è già la seconda volta. La prima è stata quando Google anni fa si è ritirata da Project Maven. Un ritiro venuto paradossalmente proprio da parte di un’azienda che sulla sorveglianza di massa potrebbe scrivere libri e libri. Un ritiro allora avvenuto tutto sommato in sordina, almeno da questa parte dell'Atlantico.
Sempre super interessante. Grazie
PS Se mettono un webcam nel mio frigo bisogna che non assomigli troppo a un panino, perché sennò quando è voto i mi figliolo si mangia pure quella 😂